Rare Noise Records, un’etichetta indie da Genova a Londra

David Fiuczynski - Planet MicroJam

Da Genova a Londra, dalla matematica applicata alla finanza e all’industria discografica. Una chiacchierata con Giacomo Bruzzo, 41 anni, genovese di origini, ma da tempo residente in Inghilterra, è l’occasione per ripercorrere un tragitto tumultuoso di vita e passioni che lo ha condotto, nel 2009, alla creazione della Rare Noise Records, etichetta indie emergente nel multiforme mondo della discografia mondiale.
A Genova Giacomo è legato, oltre che per le origini familiari, anche per il gemellaggio con il Gezmataz di Marco Tindiglia, il festival estivo che da poco ha chiuso i battenti e che da due anni ospita una Rare Noise Night dedicata ai gruppi dell’etichetta britannica.

Ma com’è che da Genova si diventa discografici a Londra? «In realtà sono in Inghilterra dal 1991, prima per gli studi alla London School of Economics, quindi per lavoro nel campo della finanza» racconta Giacomo. «Poi nel 2006 c’è stata la svolta: mi interessava seguire la produzione di documentari dedicati a musicisti, e mi sono imbattuto nel progetto Somma (Sacred Order of Music Magic and Art) basato sulla integrazione fra canti e musiche tradizionali tibetane e forme musicali contemporanee, dal dub al jazz. Dopo questa esperienza ho capito che il mio desiderio era quello di far nascere un’azienda dedicata alla produzione e distribuzione di musica, senza preclusione di generi, ma con la caratteristica essenziale che doveva essere materiale in grado di lasciare un segno».

Di qui la joint venture con il musicista e produttore Eraldo Bernocchi e l’inizio di un lungo lavoro di preparazione e studio in un settore totalmente nuovo, fino alla pubblicazione, nel 2009, del primo lavoro discografico, il cd Meditronica di derivazione Almamegretta, con Raiz e Polcari dal gruppo dub napoletano.
Da allora il catalogo Rare Noise è andato ingrandendosi al ritmo di 7/8 uscite l’anno, annoverando man mano nomi sempre più prestigiosi, reclutati dal catalogo mondiale della musica trasversale: da Bill Laswell a Bob Belden, da Robin Guthrie ad Harold Budd.
«Nonostante le piccole dimensioni, cerchiamo di investire molto nel marketing dei nostri prodotti, supportando gli artisti che ci convincono dal punto di vista creativo e cercando di spingerci anche in territori non troppo frequentati: in periodi di crisi come quello attuale ci sembra una strategia che può dare risultati positivi».

E ad elencare il catalogo c’è in effetti da rimanere sorpresi di fronte alla varietà ed alla originalità delle proposte, tutte disponibili per ascolti di assaggio sul curato sito delll’etichetta: si va dal dub dei primi lavori al drum’n bass speziato di jazz ed elettronica  di Method of Defiance, una delle molteplici creature del poliedrico Bill Laswell, dall’ambient di Winter Garden di Bernocchi, Guthrie e Budd al neo folk virato trip hop degli Owls (Eraldo Bernocchi, Tony Wakeford e Lorenzo Esposito Fornasari), al dark metal di Obake (Massimo Pupillo, Eraldo Bernocchi, Lef and Balazs Pandi) fino al versante più vicino al jazz, con la coppia di lavori dedicati alla reinterpretazione delle composizioni di Bitches Brew di Miles Davis: Asiento ed Agemo, del progetto Animation, allestito dal sassofonista statunitense Bob Belden.

Non manca una piccola rappresentanza italiana con i napoletani The Mantra Above The Spotless Melt Moon, autori di un indie rock sognante e rarefatto, e con il bassista romano Lorenzo Feliciati, mente dei Naked Truth e reduce dalla pubblicazione dell’esordio solista Frequent Flyer in cui il jazz si fonde con il prog.

Parlare dei progetti Rare Noise con Giacomo è come farsi svelare da un inventore l’emozione della scoperta: è un vulcano in piena eruzione quando ti fa ascoltare anteprime, illustra progetti ed iniziative in cui non vede l’ora di lanciarsi: «L’anno prossimo ricorre il decennale del Gezmataz e vorremmo incrementare la nostra presenza all’interno del festival, che nel giro di due anni ci ha consentito di portare al pubblico genovese quattro band apprezzate come Naked Truth e Brainkiller, Interstatic e Planet Microjam. Speriamo di riuscire a moltiplicare gli eventi, magari estendendoci anche ad altre zone della città che sarebbe bello vestire con la nostra musica».

Un punto di riferimento certo per risalire alla filosofia dell’etichetta è che non si tratta mai di musica da sottofondo o accomodante. «Le nostre scelte sono sempre rivolte a proposte che possano colpire l’ascoltatore, in vari modi, da quello emotivo fino al livello fisico, puntando sull’abbattimento delle barriere fra i generi e su un circuito di scambi reciproci fra i musicisti coinvolti. Dalla sua nascita l’etichetta è gradualmente cresciuta, ed ha consolidato una riconoscibilità che vorremmo valorizzare anche con scelte innovative di distribuzione. Ci piacerebbe essere considerati nel tempo come una sorta di Ecm (l’etichetta di Monaco specializzata in jazz e world music) un po’ bislacca».

Thanks to Andrea Baroni

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